Colli di Barete

Con appena seicento abitanti, Barete rappresenta un comune di piccole dimensioni, ma, a dispetto della sua scarsa consistenza demografica, dispone di una significativa estensione territoriale.

Sotto il profilo architettonico, il paese gravita intorno ad un nucleo centrale compatto, protetto dai monti San Lorenzo e Marine, con sei frazioni disposte quasi a raggiera: Tarignano, S. Eusanio, Teora, Colli, S.Sabino e Basanello.

La struttura complessiva di Barete dà un’impressione soltanto apparente di dispersione, poiché Teora, Colli, S.Sabino e Basanello, situati in cima ad una collina, costituiscono un unico insediamento urbano che domina una suggestiva vallata attraversata dal fiume Aterno. A ridosso di Basanello si estende una località chiamata “Foce”, una conca alquanto ampia che nella stagione invernale si trasforma in un piccolo lago, e dove si verifica un singolare fenomeno carsico.

Dal punto di vista economico, il sistema produttivo di Barete poggia essenzialmente su attività agricole e zootecniche, con qualche modesto insediamento artigiano. Boschi e stradine di campagna consentono lunghe e salubri passeggiate, e non mancano percorsi più impegnativi per gli appassionati d’escursionismo.

Mappa

 

CENNI STORICI

Barete è menzionata più volte in diversi documenti, cataloghi e nella cronaca farfense, ed assume il nome di Lavaretum, Lavareta, Lavaretaur, Castyrum Labareti e Capite Amitern. Probabilmente era territorio della prefettura Amiternina e occupato da qualche insediamento, vicus o pagus, a testimonianza del quale rimangono elementi architettonici erratici. Nel IX secolo è menzionata insieme con altre terre del contado amiternino usurpate al monastero di Farfa. Ottone II nel 981 con il diploma conferma le terre di proprietà dell’Abbazia di Farfa e tra queste “...in campo Lavareta...” confermate nuovamente nel 999 da Ottone III. In seguito Barete sarà ricordata per la chiesa di San Paolo che insieme alle chiese di Coppito e San Vittorino erediterà la giurisdizione delle terre di Amiterno e avrà privilegi ed esenzioni verso la Diocesi di L’Aquila. Partecipò alla fondazione della città di L’Aquila e a Lavareta sarà intitolata la porta della città in direzione ovest (Roma), la più importante geograficamente e topograficamente, ma anche dal punto di vista architettonico-difensivo. Rimangono tracce murarie di un recinto fortificato, posto in alto, su uno sperone roccioso, sull’asse del centro di Barete; da tale posizione si domina la Valle dell’Aterno da Cagnano Amiterno a L’Aquila.

 

COME ARRIVARE

Da ovest (ROMA): Autostrada A24, uscita L'Aquila ovest, proseguire sulla S. 80 in direzione Teramo, fino al secondo bivio per Pizzoli che non va seguito, e si prosegue sulla S.p. 260 che conduce a Barete. Si devia poi, prima di arrivare a Barete, a sn per Colli , Teora e si prosegue per Colli. Dall’uscita autostradale sono ca. 18 km.

Da est (ANCONA): Autostrada A25, uscita Aquila est, proseguire sulla S.s. 17, quindi seguendo le indicazioni per Pizzoli. Continuare sulla S.p. 260 fino a Barete .Prima di Barete deviare a sn per Colli – Teora.

Per chi arriva da nord (FIRENZE): A Orte deviare per Terni poi Rieti e poi dir. l’Aquila, giunti nei pressi di Barete, deviare per Teora Colli.

Giunti a Colli di Barete si prosegue nel centro del paese e si trova a sn la Villa Federici, distinguibile per il suo torrione in marmo.

 

 

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